Appena ricevuta, da un amico, sulla posta facebook.
“Carissimo Martino, non ce la faccio più. Non riesco a starti dietro. Sei “troppo” per le mie capacità. Ogni volta che apro FB sono sommerso dalla tua straripante e dilagante presenza che invade ogni cm. quadrato dei 22 pollici del mio schermo. Un bianco cappello,che copre chissà quali propositi di invasione telematica, è diventato il mio incubo notturno. Perciò, senza nulla togliere al tuo impegno reale e alle tue capacità comunicative, ho preso la decisione di staccarmi, almeno momentaneamente,da te. Ti rimangono sempre 1.127 contatti. E poi, all’occorrenza, so come e dove trovarti per ristabilire il legame che desidero non finisca definitivamente. Perché sei un prezioso amico da conservare.Ciao”
Archiviato in:Web, tecnologia , carzaniga, civati, facebook, l'amore ai tempi di facebook, social network
Da apolide senza “casa” ti dico: ma dov’è la rivoluzione? Dov’è il conflitto? Dov’è la piattaforma di valori? Dove sono i contenuti diversi da quelli di un Franceschini o di un Bersani? Ho letto giorno dopo giorno le evoluzioni prima de I Mille e poi dei Piombini, ho letto i blog di Civati, Sofri e Scalfarotto. Tanti spunti ma poco visione complessiva delle cose e soprattutto una terribile paura di aprire un conflitto. Aperto e senza rete. non c’ero a Torino, perchè stavo in un’altra assemblea (questa sì di gente tosta) a Chianciano con tutti i compagni dell’ANPI nazionale, eppure leggendo le cronache dei vostri blog ho una chiara impressione: stitichezza. Non vi siete liberati.
Ergo: dateje de prugne!!!
Ch vuol capire, capisce.
hai sbajato post… dovevi commentare sull’altro…