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“Al comitato centrale si veniva non eletti ma cooptati, la rosa dei candidati si formava su base cittadina, intersecava quella regionale e doveva combinarsi con quella nazionale: del resto, come avrebbe potuto una federazione eleggere di suo uno che magari era un personaggio nazionale ma non si vedeva mai in sezione? La democrazia delegata è siffatta. La rappresentanza è una macchina complicata o non è, inutile girarci attorno. Perfino il dissidente, appena si intuirono i vantaggi della tolleranza repressiva, fruì nel Pci d’una sorta di delega, parlava con la benedizione dei vertici e poi usciva di scena: successe a Bertini, un operaio intelligente, all’VIII congresso. Si brillava per venti minuti e poi si spariva come una cometa nel buio.”
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