Stamattina mi sono svegliato con in testa le primarie giovanili. Fondando il nuovo partito, abbiamo utilizzato per primi in Italia lo strumento delle primarie per la selezione della classe dirigente (più o meno…). È scontato pensare di utilizzarle anche per la fondazione della giovanile. In questi giorni, entrando nel vivo dei preparativi, mi stanno sorgendo sempre più dubbi.
Dal punto di vista della dialettica interna al partito, come giá ho scritto su questo blog, sono convinto che le funzioni della giovanile di un partito siano 2 (https://mocassino.wordpress.com/2008/08/12/una-giovanile-per-il-pd/). Pensando però a chi è la fuori, a chi non fa vita di partito o semplicemente non ha una sensibilità di questo tipo, cerco di cogliere il significato che assumono le primarie “giovani”.

E allora mi vengono in mente parole d’ordine, qualcosa di pre politico: apertura, leggerezza, novità, spontaneità, autonomia tematica e politica, new media. E poi scuola, ambiente, giovani, lavoro, integrazione, casa, pace, cooperazione, ricambio generazionale, lotta alla criminalità organizzata.
La mia sensazione è che dobbiamo impegnarci ad inserire queste parole nel lavoro che c’aspetta fino al 17 Ottobre.
Così facendo potremo dire di aver partecipato a fondare una giovanile di partito con un metodo nuovo, fortemente partecipativo e democratico: le primarie.

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