Una confessione spassionata: quanto vorrei che queste benedette primarie giovanili fossero diverse da come si stanno dimostrando!

Mi sarebbe piaciuto vedere campagne di sensibilizzazione nelle scuole, nelle università o a via del corso il sabato pomeriggio.

Avrei voluto vedere persone di 60 o 70 anni spiegare a noi giovani perché impegnarsi civicamente in un partito.

Avrei voluto luoghi, veramente, aperti di discussione sul significato di un’organizzazione di partito giovanile.

Avrei voluto vedere le vecchie guardie, “dirigenti” dei giovani della Margherita e della Sinistra Giovanile, mettersi da parte ma a disposizione degli inesperti nuovi arrivati.

Avrei voluto un partito superpartes, occupato a rendere quest’esperienza formativa e positiva (magari questo è così, quanto meno lo spero tanto!), ben consapevole della relativa importanza degli equilibri di potere interni ad una giovanile rispetto ai problemi seri del paese.

Avrei preferito uscire da queste primarie con un’organizzazione nuova, da strutturarsi, inesperta, giovane, con una buona dose di imprevedibilità.

Avrei preferito che i giovani, ancor più perché con qualche esperienza politica, dimostrassero (e forse siamo ancora in tempo) che i giovani sono meglio dei vecchi. Che una speranza di cambiare questo paese ce l’ha.

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