Cari tutti,
la questione è seria. Questo PD non va. Non ha mantenuto la promessa, quella di rinnovare la politica italiana.
Non è un partito nuovo. Ha riproposto le stesse dinamiche dei due vecchi partiti da cui proviene. Anche le primarie (quelle del 2007 e, ahimè, quelle dei giovani) sono state occasione di riprova di quanto è compromessa questa classe dirigente. Anche i giovani lo sono. Chi fa politica da qualche anno nella SG o nei giovani della margherita ha già imparato tutti i meccanismi e li ripropone anche nella fondazione della nuova organizzazione giovanile di un nuovo partito.
Che tristezza.
Sono un candidato all’assemblea regionale del lazio, eletto per giunta. Ne ho viste di tutti i colori.

Per accaparrarsi un posto nell’assemblea (nazionale o regionale che sia) si è arrivati a fare di tutto. In POCHISSIMI casi, e mi verrebbe da dire in nessun caso, si è fatto attenzione a coinvolgere nuovi ragazzi, ad entrare nelle università, nelle scuole, a cercare l’aiuto di realtà estranee alla politica partitica. 2 mesi di lavoro su queste primarie mi hanno tolto la speranza anche sulla prossima generazione. Se quelli impegnati in politica che ora hanno 25-30 anni sono così, rimpiango d’alema, fassino, bersani, veltroni. Almeno la loro generazione ha vissuto fasi della storia italiana e mondiale che possono aver formato la loro visione politica delle cose, meglio della mia generazione, cresciuta nell’agio totale degli anni 80-90 e nell’antipolitica degli ultimi anni.
Tornando al nostro PD, abbiamo alzato la posta, abbiamo detto che sarebbe stata una cosa nuova, che non saremmo più stati autoreferenziali, che non ci saremmo più concentrati su noi stessi, che saremmo tornati tra le gente, ad ascoltare, ad occuparci dei bisogni delle persone. Abbiamo alzato la posta. E abbiamo deluso le aspettative.
Penso che se c’è un’occasione per salvare l’ex sinistra italiana dobbiamo sfruttarla. Dobbiamo invertire completamente la rotta. Dobbiamo avere coraggio di prendere scelte, anche impopolari (siamo all’opposizione..). Dobbiamo intercettare i bisogni, rispondere con proposte concrete, cercare di recuperare la crisi dell’antipolitica. Grillo, fortunatamente aggiungo, sta andando giù. Probabilmente parte delle persone che l’hanno seguito ora aspettano, dopo la pars destruens, di potersi impegnare in qualcosa di positivo, la pars costruens. Potrebbe essere il PD.
Liberiamoci di chi ruba, di chi non sa amministrare, di chi non rappresenta l’elettorato, di chi non ha il coraggio di puntare in una RIVOLUZIONE della politica.
Dovremo avere il coraggio di portare fino in fondo queste azioni, senza lettere delle vecchiette, senza l’ecumenismo veltroniano, parlando alla testa, oltre che alla pancia.
O avremo questo coraggio o il PD, e insieme a lui tutta la sinistra dei prossimi 5-10 anni, colerà a picco.

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