“Il più fico amico è chi resisterà

Come scrive giustamente Sofri, quella bella, una grande idea di Facebook è stata l’uso dell’espressione “amici”. Su cui è stato già scritto di tutto, e io arrivo in ritardo con una ulteriore considerazione: ma l’uso di quel termine è un vincolo di coscienza fondamentale al funzionamento leale del sistema. Per molti aspetti Facebook è anche una sorta di forum (oltre che una sorta di elenco del telefono, e una sorta di album di ricordi, eccetera): ma a differenza dei forum tradizionali in cui ci si registra e si comincia a frequentare degli estranei nei cui confronti molti non sentono nessun debito di rispetto particolare, in Facebook ci associamo a delle persone di cui dichiariamo a priori di essere “amici”. E questo secondo me crea agli utenti scrupoli e lealtà assai maggiori che non la semplice registrazione come “utente” a un servizio identico. Sono convinto che se Facebook introducesse una modalità secondaria e più neutra di relazione – che so “semplice conoscente”, “passante”, “curioso” – il clima peggiorerebbe. Perché l’essersi dichiarato amico di qualcuno – senza esserlo – induce a mettersi le pattine e al rispetto di un vincolo che si è sottoscritto. Molto del bellicoso e polemico dei rapporti in rete è così annullato. È come andare a casa di qualcuno per litigare, e quello vi accoglie chiedendovi “ma mi vuoi bene?”.
In questo senso l’uso del termine “amico” da parte di Facebook non svilisce il concetto di amicizia tradizionale, ma viceversa nobilita una relazione superficiale e accidentale in rete. Induce a comportarsi da amici, una volta che ci si è dichiarati tali.
Ci avevate già pensato, lo so.”

Annunci