Più che una ricetta è il racconto dell’esperimento fatto ieri sera, che, a dire dei numerosi commensali, pare perfettamente riuscito!

Ho fatto a tocchetti una coda di rospo e messo da parte la lisca.
Ho sgusciato gli scampi e messo da parte teste e gusci.
Ho pulito i calamaretti, i più grandi tagliati a metà, i più piccoli interi.
Ho fatto aprire le cozze in padella, con un dito di vino bianco. Poi sgusciate e tenuto da parte il liquido.
Dei pachino, tagliati a pezzi.

In un soffritto aglio e olio ho fatto appassire i pachino, col coperchio chiuso e il fuoco alto.
Poi ho messo la coda di rospo, le cicale (anche dette pannocchie) e un bel po’ di vino bianco, col coperchio aperto.
Asciugato il vino ho aggiunto passata di pomodoro, acqua, il liquido delle cozze e il colpo di scena -regalo della mia dolce metà: un colino chinoise a mollo nella minestra bollente, con dentro la lisca della coda di rospo, le teste e i gusci degli scampi. In questo modo ho sfruttato a pieno i resti del pesce, detentori del vero sapore!
Questa brodaglia rossa e profumata ha bollito per un paio d’ore, aggiungendo costantemente poca acqua man mano che si consumava.
Nel frattempo, gli scampi l’ho passati in olio bollente per un minuto o poco più e poi flambé con un cognac dolce; i calamaretti passati in una padella un po’ unta e sbruciacchiati leggermente.
Dopo le due ore di bollitura ho aggiustato di sale, aggiunto l’origano e buttati dei cannolicchi rigati. Quasi cotta la pasta ho unito le cozze, gli scampi e i calamaretti alla brodaglia.
Consiglio di spegnere il fuoco e servirla quando la pasta pare ancora troppo al dente, intanto che i commensali si metteranno a tavola e che si facciano i piatti, la pasta sarà cotta al punti giusto.
Un pelo di peperoncino -a casa mia si usa il peperone piccante lucano- ci sta benissimo!

Il risultato finale di questa lunga preparazione è una minestra rossa, molto profumata e saporita di pesce, che si mangia bollente e di gran gusto.

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