Ieri ho visto questo documentario, al Teatro Valle.

Vorrei dire due cose:

1) Mi piacerebbe abitare in un paese dove chi ha la sensibilità e la capacità tecnica degli autori, dei produttori e dei soggetti del documentario ricevano un sostegno dallo Stato per continuare a fare quello che fanno. Perché ieri ho visto (e imparato) qualcosa di nuovo e di bello, sul teatro, sulla cultura e sulla vita – e di questi tempi non capita frequentemente.
Credo sia lo Stato a doversi preoccupare di sostenere la cultura e la crescita civica e culturale dei cittadini. Non sopporto l’idea che persone come Clarissa, Emma o Giorgio non siano sostenuti dalle tasse che pago e dalla comunità civica a cui appartengo.

2) Il documentario è molto più bello, più interessante, più denso di bellissimi contenuti di quanto non lo sia il trailer.

Cercatelo e vedetelo!

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