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Queste primarie non stanno andando come speravo. Le preoccupazioni espresse in precedenza si stanno confermando tutte, una dopo l’altra. Su il Giornale (quanto mi scoccia citarlo) è uscito un articolo che chiaramente esagera, romanza, calca troppo la mano, ma l’andazzo è assolutamente realista, almeno per la mia percezione. La cosa mi dispiace, mi getta nello sconforto. Ci speravo proprio che saremmo riusciti a dimostrare che siamo meglio di loro, che quando facciamo politica, la facciamo in un modo sano. Uffa!

Comunque, nel frattempo, cerchiamo di fare la parte nostra. Quindi su queste primarie ci siamo, siamo impegnati al 100%, cercando di tirar fuori del buono, per quanto possibile.

Contaminazioni Democratiche è un esperimento. Un primo passo per…

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Una confessione spassionata: quanto vorrei che queste benedette primarie giovanili fossero diverse da come si stanno dimostrando!

Mi sarebbe piaciuto vedere campagne di sensibilizzazione nelle scuole, nelle università o a via del corso il sabato pomeriggio.

Avrei voluto vedere persone di 60 o 70 anni spiegare a noi giovani perché impegnarsi civicamente in un partito.

Avrei voluto luoghi, veramente, aperti di discussione sul significato di un’organizzazione di partito giovanile.

Avrei voluto vedere le vecchie guardie, “dirigenti” dei giovani della Margherita e della Sinistra Giovanile, mettersi da parte ma a disposizione degli inesperti nuovi arrivati.

Avrei voluto un partito superpartes, occupato a rendere quest’esperienza formativa e positiva (magari questo è così, quanto meno lo spero tanto!), ben consapevole della relativa importanza degli equilibri di potere interni ad una giovanile rispetto ai problemi seri del paese.

Avrei preferito uscire da queste primarie con un’organizzazione nuova, da strutturarsi, inesperta, giovane, con una buona dose di imprevedibilità.

Avrei preferito che i giovani, ancor più perché con qualche esperienza politica, dimostrassero (e forse siamo ancora in tempo) che i giovani sono meglio dei vecchi. Che una speranza di cambiare questo paese ce l’ha.