Archivio degli articoli con tag: lazio

Cari tutti,

Questa mia per rendervi partecipi della persona che ho deciso di votare a queste elezioni regionali.

Si tratta di Giovanni Carapella, già consigliere regionale e candidato con il PD.

Ho avuto l’occasione in questi mesi di conoscere da vicino Giovanni perché la mia società – YoYo Comunicazione – ha curato la sua campagna elettorale. Per lui abbiamo realizzato una bella campagna sull’ecosostenibilità, intitolata DOC: ci siamo divertiti a fare incursioni nella città “decorando” piazze e strade con foglie verdi e stencil non inquinanti (realizzati con fango naturale).

Nel triste panorama che il Partito Democratico ci offre in questi mesi, Giovanni rappresenta un’anomalia. E’ una persona normale. Crede in quello che dice, lavora come un matto e mantiene saldo il contatto con le persone, anche e soprattutto con quelle più lontane dalla politica e più in generale dal centro (sociale, economico, geografico). E poi è spinto da ideali ben definiti, non è uno di quelli che si lascia trainare dalla corrente; ha ben chiaro dove vuole andare. E’ un uomo di sinistra e spesso risulta estremo per stare nel PD – parlando di lavoro, di ecosostenibilità, di diritti civili, di immigrazione, di tutela delle periferie – ma poi, riflettendoci meglio, ti rendi conto che è il PD che fatica a prendere posizioni chiare e che donne e uomini come Giovanni sono l’unico motivo per cui il PD ancora sopravvive.

Giovanni durante questi 5 anni in regione ha fatto un sacco di cose: la legge per l’istituzione del reddito minimo garantito (vedete il video che è troppo carino), la legge sull’architettura sostenibile e la bioedilizia, la legge sul risanamento igienico sanitario e paesaggistico delle periferie, la legge sul piano casa, il programma straordinario per la raccolta differenziata e quello per la difesa del suolo.

Non aggiungo altro ma vi invito a dare un’occhiata ad alcuni materiali di comunicazione su cui personalmente mi sono impegnato.

A proposito della Bonino non credo ci sia bisogno di spendersi, è una fuoriclasse. E vorrei astenermi dal commentare la Polverini. Mi limito a ricordarvi questo e questo episodio.

    Annunci

    E’ prevista per le ore 16:00 di oggi la partenza del corteo romano del Gay Pride. Dopo due mesi di diatribe e tre rifiuti da parte della Questura di Roma infatti, il RomaPride ha finalmente ottenuto il suo percorso. E’ un anno importante questo: 40 anni fa, nel 1969, vi fu la prima ribellione di gay, lesbiche e transgender contro i soprusi della polizia in quelli che sono ricordati come i “fatti di Stonewall”.
    Ad oggi siamo purtroppo consapevoli che ancora bisogna combattere con gran forza per la piena libertà delle persone lgbtq (lesbica, gay, bisessuale, transessuale e queer) e più in generale per i diritti civili e sociali di tutti. Viviamo in un Paese che non concede diritti alle persone omosessuali e transessuali, governato da un Ministro delle Pari Opportunità che sembra essersi dimenticato che i diritti dei gay fanno parte delle sue deleghe (come dimostra la cancellazione della parte relativa le persone omosessuali e trans dai gruppi particolarmente soggetti a discriminazioni, che tempo fa invece era presente nel sito del Ministero delle Pari Opportunità, o la scomparsa della Commissione contro le discriminazioni lgbtq); viviamo in una società sempre più omofoba che presenta una profonda ignoranza, che continua a discriminare e a fare violenza su chi ha orientamenti sessuali differenti, come i casi di incendio dell’anno scorso al locale Coming Out a Roma, simbolo della comunità gay romana e cuore della Gay Street in Via San Giovanni in Laterano, o dei ragazzi gay aggrediti qualche giorno fa a Campo de’ Fiori.
    I Giovani Democratici devono ribellarsi a queste forme di odio e discriminazione nei confronti di persone che si manifestano per quello che sono: non possiamo non essere solidali con chi subisce violenze perché straniero o di orientamenti sessuali differenti, non possiamo tollerare che una persona, magari un adolescente che, nel vortice della la fase di vita che attraversa, scopre di essere omosessuale debba subire questo tipo di aggressione.
    Dobbiamo lottare perché qualcosa cambi, perché anche gli lgbtq ottengano i loro diritti in quanto persone e in quanto coppia, perché non debbano più subire atti di violenza e godere di quei diritti che originano semplicemente dall’amarsi, da un rapporto stabile di coppia, qualsiasi sia il genere e l’orientamento sessuale.
    Lottare, infine, perché questa società cambi, perché il nostro Paese che limita e colpisce la libertà di tutte e tutti possa garantire pari dignità ad ogni singolo cittadino al di là del credo religioso, del colore della pelle o del proprio orientamento sessuale.
    Su questi temi, per queste battaglie vogliamo vedere impegnati i Giovani Democratici in tutto il Lazio e in Italia. Allo stesso auspichiamo che il Partito Democratico approfitti della discussione congressuale per essere finalmente chiaro come Partito, non come singoli esponenti, su questi temi e si schieri al fianco delle comunità lgbt per i diritti contro ogni discriminazione. Il Pd Lazio aderendo alla giornata contro ogni l’omofobia ha già dato un segnale importante, ma adesso chiediamo di più, chiediamo non la presenza fisica, ma quella politica. Noi facciamo la nostra parte.

    Una confessione spassionata: quanto vorrei che queste benedette primarie giovanili fossero diverse da come si stanno dimostrando!

    Mi sarebbe piaciuto vedere campagne di sensibilizzazione nelle scuole, nelle università o a via del corso il sabato pomeriggio.

    Avrei voluto vedere persone di 60 o 70 anni spiegare a noi giovani perché impegnarsi civicamente in un partito.

    Avrei voluto luoghi, veramente, aperti di discussione sul significato di un’organizzazione di partito giovanile.

    Avrei voluto vedere le vecchie guardie, “dirigenti” dei giovani della Margherita e della Sinistra Giovanile, mettersi da parte ma a disposizione degli inesperti nuovi arrivati.

    Avrei voluto un partito superpartes, occupato a rendere quest’esperienza formativa e positiva (magari questo è così, quanto meno lo spero tanto!), ben consapevole della relativa importanza degli equilibri di potere interni ad una giovanile rispetto ai problemi seri del paese.

    Avrei preferito uscire da queste primarie con un’organizzazione nuova, da strutturarsi, inesperta, giovane, con una buona dose di imprevedibilità.

    Avrei preferito che i giovani, ancor più perché con qualche esperienza politica, dimostrassero (e forse siamo ancora in tempo) che i giovani sono meglio dei vecchi. Che una speranza di cambiare questo paese ce l’ha.