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della giornata di sabato al lingotto hanno scritto in molti. mi associo alla contentezza e alla soddisfazione: tante belle persone che se avessero più spazio, il Pd sarebbe un posto migliore.
vorrei soffermarmi su 2 questioni: candidatura e futuro dei piombini.
la candidatura.
non è questo congresso che cambierà in positivo il PD. né franceschini né bersani avranno la forza di imporsi come leadership e governare questo partito. è un po’ insito nella nostra cultura, un po’ è un problema di modello di partito, di regole, di modalità di competizione. non si scontreranno idee, programmi, soluzioni, proposte. e nemmeno culture, storie o identità differenti. si scontrano correnti! si scontrano persone! e vista l’esperienza fatta in questi anni, temo che il giorno dopo l’incoronazione del segretario saremo da capo a dodici: sui giornali leggeremo le mille posizioni del pd, esposte attraverso le polemiche dei vari dirigenti nazionali in cerca di visibilità. e avremo di nuovo un partito debole, senza idee chiare: allo sbando.
Nel suo intervento a torino bersani ha detto: l’importanza del superamento delle divisioni interne al pd non è da ricercarsi nella fine dell’era ds e margherita, ma nella responsabilità di 150 anni di storia e sacrifici di donne e uomini. mi è venuta la pelle d’oca. bersani ha in testa quel partito, forte e strutturato, che è simile a quello che ho in testa io. per non parlare poi di questioni più “politiche”, di cui parla Marco Campione. franceschini ha dimostrato in questi mesi di incarnare il progetto del partito democratico in maniera più credibile e forte di quanto lo abbia fatto veltroni. non è mai sembrato un ex, è stato in grado di interiorizzare il nuovo partito e di trasmetterlo ai simpatizzanti e agli iscritti.
bisogna però dire che la presunta chiarezza di idee di bersani (le vorremo vedere prima) è offuscata dall’oscura presenza di d’alema (che abbiamo sopportato e supportato per 15 anni e diverse sconfitte) e dalla consapevolezza che neanche lui potrà essere un personaggio di rottura, di discontinuità con questa classe politica vecchia, autoconservativa, incapace di riformare questo paese. franceschini non è credibile perché il vice di veltroni non può rappresentare discontinuità e perché non mi pare abbia né grandi proposte rivoluzionarie in campo né grandi asset che gli diano la forza di governare questo partito dopo il congresso.
la conclusione non c’è. sono in sincera difficoltà e mi piacerebbe non essere costretto a scegliere uno dei due.
non credo che dai piombini debba uscirne una candidatura. è presto, ancora dobbiamo farci le ossa, radicarci sul territorio, creare un’identità chiara intorno a metodo e idee rivoluzionarie per questo partito e per il paese. solo dopo questo processo saremo in grado di sfidare i grandi vecchi e mandarli finalmente in pensione. non basta candidare un giovane nuovo per vincere. debora serracchiani ha fatto molte views su youtube, è vero. ma le preferenze, le tantissime preferenze alle europee che ha preso se le è conquistate con l’aiuto del partito. il candidato giusto è una condizione necessaria ma non sufficiente. il supporto dell’apparato è necessario per vincere un congresso!
il futuro dei piombini.
abbiamo iniziato bene. siamo un fenomeno fortemente positivo secondo me per 2 motivi: persone e format.
a piombino siamo stati 2 giorni a parlare, liberamente, in gruppi da 10-15 persone. abbiamo ragionato su problemi dell’italia, su eventuali soluzioni, sul pd. lo abbiamo fatto fuori dagli schemi classici delle riunioni politiche. nessuna carrellata inutile di interventi. c’è stato confronto vero. nessun giornalista in cerca di scoop.
le persone poi hanno fatto la differenza: tutte diverse (dal deputato al semplice iscritto, come me) ma tutte animate da voglia di rivoluzionare questo pd sul modo di fare politica e sui contenuti. un modo aperto, trasparente ed inclusivo. posizioni chiare, soluzioni concrete, risposte ai problemi reali delle persone.
vista la mole di persone e le necessità “mediatiche”, a torino il format non è stato replicato. penso però che in futuro dovremo sforzarci di cacciar fuori idee per nuovi format! non sarà il wiki programma, non sarà facebook ma dovrà essere qualcosa che permetta di partecipare, confrontarci, creare consenso ed attenzione mediatica. senza spendere migliaia di euro, senza costringere tutti a spostarci per mezza italia, senza lasciare a casa chi non può permetterselo.
il format, oltre che basato sull’evoluzione tecnologica, deve essere orientato a partecipazione, apertura e trasparenza. il confronto è ciò che fa progredire il pensiero.
Quello che vorrei? che tante donne e tanti uomini che in questo partito contano (sindaci, governatori di regione, presidenti di provincia, etc) mollino la propria corrente e da domani appoggino pubblicamente i piombini (o chi per noi) per un congresso aperto, per un candidato giovane (di testa, non d’età) e capace.
Quello che spero (guardando in faccia la realtà)? che i piombini per i prossimi anni lavorino per costruire una realtà solida e distribuita su tutto il territorio nazionale. per ora, fino ad ottobre, spero che i piombini  si moltiplichino, costruiscano una rete di sostegno per tutti quelli che vogliono discutere, contestare, rivoluzionare questo partito in chiave di apertura, trasparenza e partecipazione. vorrei che lo facessimo producendo documenti, proposte, contestazioni. questa è la nostra occasione per gettare solide basi, non per guidare il pd. la prossima volta, se lavoreremo sodo, lo sarà.

Stasera prenderò un treno da roma per andare al Lingotto. Ne dirò con le parole di Oleg.

Cosa non troverete al Lingotto sabato 27

– nessuna canzone popolare ne mi fido di te …ad Ivano Fossati e Jovanotti è stato interdetto l’accesso nella provincia di Torino dalle 23 di venerdì 26
– nessun brano del Piccolo principe ne stralci di film caldi d’africa
– palchi rotanti e tavolette invisibili per discorsi memorabili
– nessun vecchio che fa il giovane ne giovani vecchi
– nessun congresso nel congresso in corridoio
– nessuna votazione per alzata di delega…al limite si alza il gomito…ma solo sabato sera e senza guidare
– nessun discorso che inizi con :” Vi porto il saluto del….improvvisamente assente per motivi istituzionali..”
– non troverete Red Tv nemmeno YouDem…al limite Giacomo Cariello ed il suo ammasso di cavi e valigie, mamma e cagnolino…

Non troverete nulla di tutto ciò…troverete un grande ed unico ospite che aspetta finalmente le indicazioni per la strada che deve percorrere…il Partito Democratico.

Venite…ne sarà valsa davvero la pena”

“L’assemblea del lingotto vuole avere come ospite d’onore solo ed esclusivamente il Partito Democratico, è di questo che vogliamo parlare ed è questo che vogliamo costruire.
Non vuole essere un incontro correntizio ne carbonaro ma solo ed esclusivamente un assise dove discutere del Pd come è stato e come dovrebbe essere, trovare spunti e riflessioni su ciò che ha funzionato per migliorarlo e sui difetti per cercare i correttivi.
Noi che stiamo lavorando per questo incontro non vogliamo onori o vetrine, vogliamo poter modulare ,insieme alla gente del Pd, il futuro del Pd stesso.
L’unica ambizione è questa….e vogliamo che ciò sia estremamente chiaro a tutti….
Grazie per l’attenzione e la partecipazione
Oleg”

Sottoscrivo.

Si, oggi abbiamo fatto un buon lavoro.

Divisi nei gruppi tematici, abbiamo ragionato, liberamente, sui temi. Abbiamo individuato e sintetizzato alcuni nodi concettuali.

Nulla a che vedere con i format classici della politica: le riunioni noiosissime in cui non ci si confronta su nulla (la classica serie di monologhi, presente no?) o le passerelle ad uso e consumo dei giornalisti e dell’ego del politico di turno.

Ci siamo scambiati idee, ragionato su problematiche, soluzioni reali ed accettabili dal Paese e dal nostro partito.

Non pretendiamo di avere la risposta a tutti i problemi di questa società, né di essere i più puri. Non ci interessa.

Vogliamo trovarci (e ritrovarci) insieme a discutere di politica. Diversamente da come si fa di solito.

Oggi ci siamo riusciti.

Rassegna Stampa: Europa.

Ps: Ovvio, non risolveremo noi i problemi de sto partito.

No, non è il club pro scalfarotto o pro civati.

Si, teniamo a questo partito e siamo impegnati, ognuno dai propri diversi ruoli, per cambiarlo.

No, non siamo imille; c’è di più: ancora ci dobbiamo strutturare, non abbiamo un’identità troppo definita.

Si, abbiamo intenzione di andare in fondo a sta storia; già stiamo pensando a chi altro invitare al prossimo incontro!

Certo! vi terremo informati!

Civati su Affari Italiani.

L’Unità.

la Repubblica.

Intanto non la si può chiamare plenaria. Per fortuna.

Eravamo una trentina, con le sedie intorno a un tavolo troppo piccolo per tutti. Una normale situazione a metà tra una riunione ed una mini assemblea.

Ivan Scalfarotto introduce. Dice belle cose, sul senso di stare qui e sulle modalità di confronto ipotizzate per questi 2 giorni. Non le tipiche delle assemblee politiche dove non c’è dialogo, ma una serie di monologhi.  Al contrario: interrompiamoci, interveniamo più volte, confrontiamoci dialogicamente. Chiude invitandoci a presentare cosa facciamo, nella vita e nella politica. In effetti il bisogno ce n’era eccome! Sentendo le persone parlare, mi sono accorto di quanto siano diverse le esperienze di ciascuno di noi. Il militante, il segretario del circolo aziendale, il deputato, il consulente politico, la iscritta al PD (nel senso che si è iscritta per la prima volta ad un partito con il PD), il consigliere comunale di Milano, l’assistente parlamentare a Bruxelles, la professionista della comunicazione politica.

Secondo la mia impressione, il vero filo comune degli interventi è stato il desiderio di trovare compagni (è un doppio senso?) per costruire il PD che oggi non abbiamo e che vorremmo. Quello di facebook e quello dei circoli territoriali. Quello di coloro che hanno votato alle primarie e anche (non proprio sempre) quello dei cittadini.

Quello che è stato detto oggi, me compreso ovviamente, è altamente condivisibile ma altamente generico. Domani dovremo trasformare, sintetizzare (per citare il termine esatto), le nostre sensibilità in proposte precise. Vedremo se ne saremo capaci!

Inizio ore 9.30.

PS: è vero, siamo molto eterogenei. Un bene? Un male? Dipenderà da 3 cose: da quanto dureremo oltre piombino, dalla qualità dell’elaborazione politica, da quanto sapremo coinvolgere in modo partecipativo il numero più vasto possibile di militanti, fuori di qui.